Verso un sistema “Impresa 4.0”
“L’Italia è un grande Paese industriale. Le nostre imprese manifatturiere rappresentano il motore della crescita e dello sviluppo economico, con la loro capacità di produrre ricchezza e occupazione, alimentare l’indotto e le attività dei servizi, contribuire alla stabilità finanziaria, economica e sociale. Creare un ambiente favorevole alle imprese risponde quindi a un preciso interesse pubblico. La politica industriale è tornata al centro dell’agenda di Governo e gli strumenti che abbiamo introdotto partono da una lettura della struttura dell’economia italiana, caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, e tengono conto della nuova fase di globalizzazione e di cambiamenti tecnologici che stiamo attraversando. Il Piano Industria 4.0 è una grande occasione per tutte le aziende che vogliono cogliere le opportunità legate alla quarta rivoluzione industriale: il Piano prevede un insieme di misure organiche e complementari in grado di favorire gli investimenti per l’innovazione e per la competitività. Sono state potenziate e indirizzate in una logica 4.0 tutte le misure che si sono rilevate efficaci e, per rispondere pienamente alle esigenze emergenti, ne sono state previste di nuove. Saper cogliere questa sfida, però, non riguarda solo il Governo, ma riguarda soprattutto gli imprenditori. Per questo abbiamo voluto cambiare paradigma: abbiamo disegnato delle misure che ogni azienda può attivare in modo automatico senza ricorrere a bandi o sportelli e, soprattutto, senza vincoli dimensionali, settoriali o territoriali. Quello che il Governo propone, impegnando risorse importanti nei prossimi anni, è un vero patto di fiducia con il mondo delle imprese che vogliono crescere e innovare. Industria 4.0 investe tutti gli aspetti del ciclo di vita delle imprese che vogliono acquisire competitività, offrendo un supporto negli investimenti, nella digitalizzazione dei processi produttivi, nella valorizzazione della produttività dei lavoratori, nella formazione di competenze adeguate e nello sviluppo di nuovi prodotti e processi. Il successo del Piano Industria 4.0 dipenderà dall’ampiezza con cui ogni singolo imprenditore utilizzerà le misure messe a disposizione”. Carlo Calenda Ministro dello Sviluppo Economico
Ma quali sono gli andamenti che attualmente sono stati registrati? E quali novità si prevedono per il 2018? Ce lo spiega il Sole 24 Ore (16-22 settembre 2017)
I risultati per ora registrati
«Impresa 4.0» e non più solo «Industria 4.0». Parte da questo cambio di slogan la presentazione dei quattro ministri: con Calenda e Padoan anche Valeria Fedeli (Istruzione e ricerca) e Giuliano Poletti (Lavoro). Alcuni dati illustrati aiutano a capire di che cosa hanno bisogno le imprese e se gli incentivi in discussione sono realmente utili. La produzione industriale di macchinari – agevolati con superammortamento, iperammortamento e Nuova Sabatini – presenta una crescita da inizio 2016 a luglio 2017 di circa il 4%, mentre il fatturato è aumentato del 15 per cento. Esaurite le scorte, nella seconda metà del 2017 l’andamento della produzione – secondo le stime governative – si avvicinerà a quello del fatturato. E, se guardiamo all’andamento del fatturato dei macchinari, nell’ultimo anno e mezzo l’Italia batte anche la Germania.
Continuano a marciare gli ordini, in salita del 9% tra gennaio e giugno nei settori interessati dagli incentivi. Non ci sono statistiche ufficiali invece sull’attività di ricerca e sviluppo delle imprese sostenuta dal credito di imposta e dal «patent box» su brevetti e marchi. In questo caso, fa fede un’indagine effettuata da Unioncamere: 24mila imprese sulle 68mila intervistate spendono in ricerca e innovazione, di queste 11.300 in aumento con una crescita media della spesa tra il 10 e il 15% (4.500 imprese nel 2016 non avevano effettuato alcuna attività innovative). L’80% delle imprese che investono in R&S, secondo l’indagine, ha considerato gli incentivi «molto utili».
Le novità previste per il futuro
- In dubbio la proroga del super-ammortamento al 140% per i beni strumentali tradizionali. Un’altra ipotesi potrebbe essere quella di abbassare semplicemente l’aliquota, portandola al 120-130 per cento
- L’iper-ammortamento al 250% per i beni digitali dovrebbe invece rimanere
- Tra le novità, invece, nella legge di bilancio troverà spazio un credito di imposta per le attività di formazione legate a Industria 4.0, con un meccanismo che andrà a premiare fiscalmente – si pensa fino al 50% – l’incremento di spesa tra il triennio 2018-2020 e il triennio 2015-2017
Per Approfondimenti su Industria 4.0:
Cinque mosse per dare slancio a Industria 4.0 Sole 24 Ore 16/09/2017
Industria 4.0, si riapre la partita degli incentivi – Sole 24 Ore 20/09/2017
Al G7 di Torino tre dossier su Industria 4.0 Sole 24 Ore 21/09/2017
Manifattura forte, competitività debole Sole 24 Ore 22/09/2017